Contributi all’Assemblea

Riportiamo di seguito alcuni documenti utili e i contributi pervenuti per i Seminari di approfondimento e per l’Assemblea.

 

Sintesi di quanto emerso dai questionari alle ODV sui bisogni delle organizzazione e sulle emergenze sociali oggi

(presentato nel seminario di riflessione sulla riforma il 16 aprile a Udine)


Giovanni Moro, In 12 articoli le regole per smascherare la falsa solidarietà

Articolo tratto dalla rivista periodica VDossier (Anno 7 n. 1 giugno 2016) sulla riforma del Terzo Settore


La riforma del terzo settore e le attività di interesse generale

Una proposta metodologica

FONDACA – Fondazione per la cittadinanza attiva


Un breve contributo.
Nel dibattito e nella interlocuzione con il Governo impegnato nella definizione dei decreti applicativi della cd. legge di Riforma del Terzo Settore, si è evidenziato una “preoccupante confusione” circa il volontariato organizzato (identità) e chi lo debba rappresentare (lg. allegato)
La “riforma che vogliamo” – in riferimento al volontariato – deve avere alcuni punti fissi:

  1. il volontariato è azione a favore di terzi, che mette al centro l’interesse generale ed il bene di tutti e di ciascuno. E’ impegno per il Bene Comune;
  2. il volontariato è  azione agita esclusivamente nella gratuità;
  3. si ha volontariato organizzato solo in presenza di ambedue le condizioni sopra citate (anche nelle APS ci sono persone che agiscono gratuitamente, ma non per questo l’azione delle APS – rivolta prevalentemente a favore dei soci dell’associazione – si può definire volontariato);
  4. ci sono forme nuove di volontariato non riconoscibili e individuabili secondo le tradizionali forme organizzative associative (ex LG 266/91)

Nella nostra regione la “preoccupante confusione” è meno “preoccupante”, grazie ad alcune condizioni:

  • le leggi regionali hanno, già dagli anni ’90 del secolo scorso, facilitato la funzione di rappresentanza del volontariato istituendo l’Assemblea regionale delle associazioni ed il Comitato regionale che, nei rapporti con le Istituzioni, traduce  e persegue le indicazioni assembleari;
  • il volontariato organizzato è una presenza significativa, distribuita nel territorio, che opera nei vari ambiti sociali, assistenziali, ambientali, culturali, internazionali, ecc.;
  • la LR 23/2012 promuove un costante dialogo e coordinamento tra Comitato regionale (ruolo politico) e Comitato di gestione (ruolo finanziario) e Centro Servizi Volontariato (ruolo operativo di servizio);

Ciononostante, in alcune occasioni, all’interno del Forum del Terzo settore FVG emergono “visioni diverse” non sempre e facilmente portate ad unica sintesi, in particolare tra rappresentanti del Volontariato e della Cooperazione Sociale. Per tutto quanto detto fin qui, vale la pena confrontarci in Assemblea. Grazie

Osvaldo Dino del SAVIO – presidente regionale MOVI FVG

 


 

Contributo per il seminario Giovani-Scuola-Volontariato dell’Associazione Vitae Onlus – associazione di volontariato per la qualità dell’educazione.

 


 

Contributo per il seminario Giovani-Scuola-Volontariato dell’AVIS FVG.

 


 

1) Nonostante un’oggettiva presenza di richiedenti asilo nel territorio regionale superiore alla media nazionale, non v’è nessuna reale emergenza, bensì le situazioni di abbandono e disagio che si registrano in regione vanno attribuite alla persistente carenza di un adeguata ed attenta distribuzione delle presenze in tutto il territorio regionale.

2) In particolare questo disequilibrio è accentuato in provincia di Udine con sovraccarico del capoluogo provinciale. La situazione di degrado che si registra nella caserma Caverzerani (UD) e nell’ex Cara di Gradisca non sono ulteriormente tollerabili.

3) La scelta di ricorrere a grandi strutture demaniali (caserme) che può risultare giustificata quale soluzione straordinaria e provvisoria rischia di divenire tratto permanente e di produrre gravi guasti nel territorio consolidando modelli di accoglienza fortemente ghettizzanti e di bassa qualità, nonchè contrari alla stessa ratio della norma vigente (D.Lgs 142/2015) e al Piano nazionale concordato tra ANCI e Ministero dell’Interno (11.10.2016) che va nella direzione della “accoglienza diffusa”

4) Il sistema dell’accoglienza diffusa stenta ad affermarsi in regione, ad eccezione di Trieste, per la confusione dei messaggi istituzionali che giungono agli amministratori locali da parte delle prefetture e dalla stessa amministrazione regionale su quali siano le effettive caratteristiche dell’accoglienza diffusa e quali i percorsi amministrativi per realizzarla.

5) C’è una diffusa mancanza di consapevolezza sul fatto che l’arrivo dei rifugiati non è un fenomeno transitorio o comunque di breve periodo, ma un processo di lungo periodo che genera profondi cambiamenti sociali che vanno governati

6) Il fatto, in se positivo, che molti comuni della regione si sono attivati per realizzare progetti di volontariato sociale nel quale inserire i richiedenti asilo, non va in alcun modo confuso con l’accoglienza diffusa che consiste innanzitutto nella gestione diretta di progetti di accoglienza da parte delle amministrazioni comunali nell’ambito del programma nazionale SPRAR.

7) Proprio l’adesione allo SPRAR, chiave di volta del Piano nazionale sopraccitato (con conseguente progressivo superamento delle strutture emergenziali) è il processo che non si sta verificando in FVG con la dovuta velocità ed attenzione. La rete SPRAR risulta gravemente sottodimensionata nel FVG che vede una diffusione di strutture straordinarie in misura di oltre quattro volte superiore a quello della rete SPRAR

8) E’ necessario attivare un serio e stringente piano regionale di interventi finalizzato a fare entrare, da marzo 2017, molti più comuni della regione nello SPRAR e progressivamente ridurre l’utilizzo di strutture emergenziali caratterizzata da un basso (e a volte bassissimo) standard i interventi di accoglienza ed assistenza e che comprenda:
– assistenza tecnica ai comuni, specie quelli piccoli, in fase di progettazione e rendicontazione
– incentivi ai comuni (anche per coprire il cofinanziamento obbligatorio per la partecipazione allo SPRAR)
– sostegni regionali a progetti di formazione ed inclusione sociale dei titolari di protezione internazionale o umanitaria

 

Gianfranco Schiavone – presidente Consorsio Italiano di Solidarietà

 


 

Buongiorno,

vorrei che nell’assemblea del 26 fossero dibattuti due punti che considero fondamentali
1)  la modifica dei regolamenti e delle leggi sul volontariato e promozione sociale,
2) la proposta di rendere istituzionale l’idea di promuovere il volontariato nelle scuole come momento formativo.
Circa la prima proposta si intende suggerire che tutte le modifiche dei regolamenti e delle leggi sul volontariato e promozione sociale,devono necessariamente essere discusse e approvate dal Co.Re.Vol. La proposta, da passare ai voti, mi sembra così scontata che non necessita di argomentazioni particolari. 
Circa le seconda questione, mi preme sottolineare come il volontariato, in questi ultimi anni in regione, si sa notevolmente impeganto, utilizzando risorse, per promuovere questo tipo di attività.
Siamo giunti ad una sufficiente autonomia nel definire gli spazi, le modalità e le operatività delle azioni, per questo chiediamo che le istituzioni siano garanti del processo di continuità di tale  intervento, garantendo in primo luogo l’accesso alle risorse economiche e magari formulando una precisa legge per la promozione della cittadinanza attiva all’interno delle istituzioni scolastiche in continua relazione e correlazione con il mondo del volontariato.
Un auspicio: che il mondo del volontariato sia capace di essere propositivo e porsi al di sopra degli interessi di bottega e riesca, inoltre,  ad essere “polmone”  vitale per garantire “ossigeno” alla crescita comune.

Angelo Rivilli – Vice Presidente ANTEAS FVG

 


 

Desideriamo segnalare la difficoltà che le associazioni di volontariato hanno a gestire congruamente i limiti troppo rigidi per le voci che bloccano il budget assegnato per lo sviluppo dei progetti.

Le associazioni di volontariato devono poter utilizzare le risorse in modo più appropriato alle vere esigenze della realizzazione e sviluppo dei progetti.

Questo permette maggiore agilità e una migliore finalizzazione delle risorse finanziarie dei budget assegnato.

Il volontariato ha finalità e organizzazione molto specifica e non va confusa con quelle più ampie delle imprese sociali vere e proprie che pur essendo no profit hanno altre peculiarità.

 

Ludovico Foscari – Presidente Casa del Volontariato Pordenone

Sandra Conte – Vice Presidente Casa del Volontariato Pordenone

 


 

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