Solidarietà all’associazione Ospiti in Arrivo e ai suoi volontari,

Esprimo la mia piena solidarietà all’associazione Ospiti in Arrivo e ai suoi volontari, in questi giorni sotto il riflettore per presunti reati loro contestati, e chiedo alle istituzioni e agli organi di stampa di diffondere informazioni corrette e utili a far comprendere cosa stia realmente accadendo, a valorizzare e non criminalizzare, l’impegno di chi tutti i giorni si affianca agli organismi pubblici per rispondere al dovere di accoglienza dei richiedenti asilo colmando spesso lacune e ritardi.

Non è accettabile l’equazione, che diventa spesso un’esplicita insinuazione nei titoli dei giornali, per cui tutti coloro che si interessano di migranti e di profughi sarebbero motivati da interessi privati. Volontariato e terzo settore sono sempre stati in prima linea nel chiedere che i fondi stanziati per questo impegno umanitario vengano gestiti con trasparenza e garantendo standard di qualità controllati dagli enti preposti. Posso testimoniare che, nonostante innumerevoli richieste di confronto e coordinamento, avanzati da associazioni e terzo settore alla Regione e agli enti responsabili della gestione dell’accoglienza, queste sono rimaste per lo più inascoltate.
Perché non raccontare le molte storie ordinarie di solidarietà e l’impegno di tanti enti, amministrazioni comunali, associazioni, cittadini che senza tanto clamore hanno aperto le porte e lavorano per una accoglienza umana e rispettosa delle persone?
La vicenda che ha interessato Ospiti in arrivo, per di più, è ancor più paradossale in quanto nulla ha a che fare con la gestione dei progetti umanitari e i fatidici “34 euro a persona” che lo stato stanzia per attivare accoglienza e protezione per chi ha già iniziato un iter per il riconoscimento dello status di profugo (che servono, è bene ricordarlo, per vitto, alloggio, vestiario, necessità personali, assistenza legale, corsi di lingua etc). L’associazione infatti, come è noto a tutti e ben documentato, in questi anni si è occupata esclusivamente di portare un primo aiuto a tutti coloro che, prima di poter accedere alle strutture di accoglienza, si trovano a dormire in strada. Merito di Ospiti in arrivo è stato quello di muoversi con rapidità, anticipando l’intervento pubblico che purtroppo, come spesso accade, è frenato da troppi vincoli e lentezze. L’associazione, da quando è nata, ha sempre operato alla luce del sole, cercando un costante dialogo con le istituzioni e mobilitando centinaia di persone di ogni ambito, laico o di ispirazione religiosa, cittadini qualunque o volontari già impegnati, per raccogliere quanto necessario per portare cibo e coperte ai profughi appena arrivati.
Sono certo che la vicenda giudiziaria verrà serenamente chiusa non avendo nessuna base concreta, ma mi auguro davvero che quanto avvenuto possa diventare un’occasione buona per rilanciare l’impegno di solidarietà a cui tutti i cittadini sono chiamati e la positiva collaborazione tra istituzioni e organizzazioni civiche che è indispensabile oggi per affrontare con solidarietà le contraddizioni di un mondo globale che cerca nuovi equilibri.
Questo fanno, anche in FVG, decine di migliaia di volontari quotidianamente, senza tanto clamore.
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